Padre Francesco Rapacioli, nato a Parigi il 3 aprile 1963, è missionario del PIME dal 1993; è cresciuto a Paderna di Pontenure. Qui vive la sua famiglia.

Dopo un’esperienza missionaria in India, dal ‘98 opera in Bangladesh, dove mette a frutto la sua esperienza di medico, fa la spola tra diversi centri del Paese, ma a Rajshahi svolge la sua attività principale nella conduzione del Centro per l’assistenza degli ammalati, il CAM, fondato nel 1974 da suor Silvia Gallina della comunità religiosa di Maria Bambina. Il CAM fu stabilito allo scopo di provvedere il necessario trattamento medico per ammalati provenienti soprattutto dalla zona Nord Ovest del Bangladesh. Subito dopo, si affiancarono a Suor Silvia alcuni Padri del PIME ed oggi questo lavoro viene portato avanti ancora dalle sorelle di Suor Silvia e dai Padri del PIME. In particolare, responsabile del Centro è oggi appunto padre Francesco. Il Centro non è un ospedale, ma opera riferendo e accompagnando i pazienti agli ospedali della città di Rajshahi e seguendoli una volta dimessi dagli stessi.

Il centro si compone di due sezioni: una generale e una per la cura della tubercolosi.

Gli obiettivi specifici del centro sono:

La popolazione del Bangladesh, a maggioranza musulmana, è molto povera. La gran parte soffre di denutrizione. Strutture come il Centro di padre Rapacioli servono a “rimettere in sesto” le persone perché la terapia ospedaliera vera e propria possa essere efficace per loro. Senza questo intervento, ogni tipo di cura sul loro fisico denutrito non avrebbe effetti positivi.

In Bangladesh migliaia di ammalati poveri muoiono ogni anno per mancanza di adeguato e tempestivo trattamento medico. Questo è particolarmente vero per i malati che provengono dalle zone rurali più povere, i quali non possono permettersi di pagarsi le cure mediche. Le esistenti strutture sanitarie disponibili non permettono assolutamente un adeguato trattamento medico per questa gente: molti di loro spendono giorni o, a volte, settimane, per farsi curare, e molti di loro tornano a casa senza aver ricevuto alcun trattamento.

Il CAM conta 92 posti letto: 46 nella sezione generale e 46 in quella per la cura della TBC.

Lo staff è unico per il CAM e il centro per la TBC, ed è costituito da un medico, quattro suore infermiere, nove infermerie, un ragioniere, un supervisore (padre Rapacioli) e nove paramedici, sette aiuti infermieri, un autista e sedici altri, per un totale di 46 persone.

Dal giugno ’97 al luglio ’98, con un investimento di 217 milioni di lire, il Centro ha assistito 4200 pazienti e altri 1500 solo a livello ambulatoriale. Quasi 1400 sono stati poi ricoverati nei diversi ospedali e cliniche della città.

“L’obiettivo del CAM - dice padre Rapacioli - è quello di testimoniare l’amore e la compassione di Dio a tutti, a partire dagli ammalati e dai poveri”. Il Centro si identifica con le parole della dichiarazione finale della quinta assemblea plenaria dei vescovi asiatici, svoltasi in Indonesia nel luglio ’90: “E’ come servi del Signore e dell’umanità che noi, cristiani, condividiamo il medesimo cammino con tutti i popoli asiatici...Questo servizio (ai poveri) è motivato dalla compassione, la stessa di Gesù, il Buon Samaritano, venuto a curare le ferite dell’umanità”. Con questo servizio, senza distinzioni di casta, razza o religione, il nostro Centro intende, in un autentico “dialogo di vita” con tutti, testimoniare il Vangelo.

Insieme al lavoro strettamente medico, padre Rapacioli segue la formazione medica, morale e spirituale del personale infermieristico e paramedico dei centri del PIME. Senza dimenticare il servizio di predicazione condotto in più di una comunità religiosa sparsa nel Paese.

E in una lettera padre Rapacioli confessa un suo sogno: “fare passi significativi nel dialogo tra religioni diverse. L’andare a fondo della propria esperienza di Dio porta necessariamente  a cercare una condivisone con persone che esprimono in modo diverso lo stesso nostro desiderio”.

Ora padre Francesco è stato eletto Superiore regionale dalla comunità del Pime: una nuova responsabilità che significherà ulteriore lavoro ed impegni. Continuerà ad avere la responsabilità del centro di accoglienza degli ammalati di Rajshahi e, almeno in parte, a seguire il lavoro delle commissioni della salute ed occuparsi non soltanto del suo lavoro ma anche di quello degli altri.

Concretamente animerà e coordinerà le attività della comunità del PIME in Bangladesh, oltre che rappresentare la comunità presso i Vescovi, i Superiori e, in generale, la Chiesa locale.

Il desiderio di p. Francesco è che il centro continui a funzionare nella sua gestione. Economicamente ci sono delle difficoltà e gli aiuti in denaro sono ben accetti anche per retribuire il lavoro degli operatori. Gli amici di Padre Francesco stanno cominciando una campagna volta al sostegno delle persone malate e bisognose denominata “Sostieni un malato”. Il progetto è stato preparato ed è giunto in Italia e al Gruppo Missionario di Podenzano il 4 maggio 2004. Ecco qui di seguito il progetto.

Progetto: Sostieni un malato

 I dati che seguono si riferiscono allo scorso anno finanziario (Luglio 2002 - Giugno 2003). Per ogni gruppo di malattie è indicato il numero di pazienti trattati e il costo medio per ogni paziente.

Gruppi Patologie Nr Casi CostoMedio
Tubercolosi 372 € 145
Problemi ginecologici e ostetrici 336 € 100
Malnutrizione 60 € 80
Malattie respiratorie 528 € 70
Malattie ossee 24 € 100
Malattie infettive 159 € 115
Malattie GastroIntestinali 501 € 30
Malattie endocrine e metaboliche 78 € 95
Malattie della pelle 151 € 70
Malattie del sistema renale 83 € 90
Malattie del sistema nervoso 59 € 90
Malattie del sangue 122 € 65
Malattie del fegato e vie biliari 234 € 95
Malattie cardiovascolari 223 € 55
Interventi chirurgici 803 € 135
Altre malattie & sintomi 516 € 95
Costo medio complessivo   € 100

Puoi sostenere un malato in cura al CAM con una offerta che tenga anche conto della patologia dei pazienti;

abbiamo esposto i costi per la cura dei pazienti in base a gruppi di patologie e il tuo sostegno potrebbe essere di 145 euro a favore di un paziente di tubercolosi oppure di 65 euro per un paziente con patologie del sangue.

Il denaro può essere versato:

Da una sua lettera datata dicembre 2003:

“Carissimi amici,

Mancavo dal Bangladesh da quasi un anno, e mi sono accorto di quanto mi mancava questo paese e soprattutto la sua gente soltanto dopo essere rientrato.

Non mi sento davvero un eroe per essere tornato in Bangladesh dopo l’incidente che ha interrotto il mio servizio in questo paese. Al contrario mi sento grato al Signore, a questa Chiesa e a questo popolo per avermi di nuovo accolto. Anzi, ora più di prima, consapevole che questo tempo poteva anche non essermi dato

Che il Signore doni a ciascuno di voi la speranza, soprattutto quando sopraggiungerà l’immancabile tribolazione.

Vostro padre Francesco”.

Da una lettera datata marzo 2004:

“[…] Sì, perché la speranza  - almeno quella cristiana - ha come contenuto e come fondamento qualcosa di assolutamente unico.

[…] No: non ci possiamo permettere di essere così ingenui da pensare che il mondo andrà naturalmente verso un regno di giustizia e di pace. Il futuro, personale e collettivo, è, in fondo, in mano nostra.

La speranza infine è la possibilità di farci carico delle sofferenze nostre e del mondo perché consapevoli che queste non sono l’ultima parola sulla nostra vita”.

È possibile contattare Padre Francesco Rapacioli al seguente indirizzo E-Mail: rapaciolifrancesco@yahoo.it o al seguente indirizzo postale:

PIME house – Catholic Church - P.O. SUIHARI 5.200
Dt
. Dinajpur – BANGLADESH
Tel. 00880 531 64595
Cell. 00880 1750 17408

Quando è a casa in Italia, Padre Francesco risponde anche a questo numero telefonico: 0523 519170

Chi volesse contribuire direttamente all’opera di Padre Francesco può fare un versamento a :

PIMEdit ONLUS
Via Mosè Bianchi, 94
20149 Milano
c/c postale n. 39208202 causale P. Rapacioli
c/c bancario n. 5733/10 ABI 3512 – CAB 01601 – CIN N
presso Credito Artigiano – P.zza San Fedele – Milano – causale P. Rapacioli

Per ogni contributo è consigliabile scrivere una e-mail a Padre Francesco comunicandogli che è stato effettuato un versamento a suo favore.

oppure sul conto del Gruppo Missionario di Podenzano n. 100102.70 - ABI 5024 - CAB 65410 - CIN N
I bonifici devono essere intestati a Ferrari don Giuseppe presso Gruppo Missionario
Con causale: a favore di Padre Rapacioli, o pro Padre Rapacioli.